A Catania la vera sfida energetica è il caldo. Ecco come la affrontiamo in progetto.
Servono isolanti che rallentano il calore (alto sfasamento, come fibra di legno e sughero), schermature solari, ventilazione naturale o controllata, colori chiari in copertura e una pompa di calore efficiente. Catania è in zona climatica B: il caldo estivo conta più del freddo.
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Lo sfasamento è il tempo che il calore impiega ad attraversare una parete o un tetto. Con un buon isolante ad alta densità il picco di calore delle 14 arriva dentro casa a sera, quando fuori è già più fresco e si può aprire.
Per questo, al Sud, non basta guardare quanto isola un materiale: conta anche quanto rallenta il calore.
La copertura è la superficie che prende più sole: la isoliamo con materiali ad alto sfasamento.
Frangisole, aggetti e tende esterne fermano il sole prima che entri dalle finestre.
Ventilazione naturale incrociata e, dove serve, ventilazione meccanica controllata.
Superfici chiare riflettono il sole e scaldano meno.
Raffresca in modo efficiente, alimentata dal fotovoltaico.
Alberi e pergolati ombreggiano e rinfrescano naturalmente.
No, se è fatto con il materiale giusto e la casa è schermata dal sole. Un isolante ad alto sfasamento, come la fibra di legno, protegge anche dal caldo.
Nelle giornate più calde può servire, ma una casa ben progettata lo usa molto meno. Con una pompa di calore alimentata dal fotovoltaico il costo si riduce ancora.
Facciamo un sopralluogo e ti diciamo da dove entra il caldo.